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capannoni

La storia della Canav di Anzio ha inizio nei primi anni ’50 dall’intuizione del suo fondatore il Com. Petroni, di andare incontro alle esigenze dell’imponente flotta di pescherecci ormeggiati nel porto di Anzio. Si circondò di maestranze di altissimo livello: maestri d’ascia, motoristi che gli permisero di ottenere la prima importante commissione: la costruzione di due navi per il film “Cleopatra”. Sempre in quegli anni conobbe Renato Sonny Levi, considerato da tutti il padre della motonautica italiana.

Da questa amicizia nacque una lunga e proficua collaborazione che portò all’idea di costruire un’imbarcazione totalmente innovativa, che potesse primeggiare nelle gare più importanti dell’epoca e dominarle. Progettarono così la “Speranzella” che ottenne strepitose vittorie nelle competizioni più importanti di quegli anni. Seguirono poi la “Supersperanza”, utilizzata dalla Capitaneria di Porto per oltre 40 anni, la “Speranza”, il ”Settimo Velo” e l’“Ultima Dea” acquistata anche da Gianni Agnelli. L’enorme successo per le vittorie e la crescita dell’ azienda con i suoi 275 dipendenti, destarono l’interesse di Vincenzo Balestrieri, famoso pilota di off shore, che si offrì come socio. Ebbe inizio un periodo splendido che fece conoscere la “Canav”, il suo simbolo ”IL CAVALLUCCIO MARINO” e soprattutto il valore della sua professionalità in tutto il mondo, valore che non si è perso negli anni. Oggi il cantiere, che si occupa di rimessaggio e di ogni genere di servizi e lavorazioni nautiche artigianali di pregio, ha saputo fondere in una miscela vincente l’esperienza e la qualità di un tempo con la tecnologia dei nostri giorni.

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